
Mausoleo di Teodorico
Voluto dallo stesso imperatore Teodorico nel 520 d.C., il Mausoleo omonimo è l'unico monumento ravennate totalmente privo di mosaici consacrato a patrimonio UNESCO.
Classico esempio di forza e solidità germanica, il Mausoleo di Teodorico risulta uno dei più straordinari esempi di arte monumentale ostrogota.
A pianta decagonale nella parte inferiore, circolare in quella superiore e a croce latina nella cella sottostante, il Mausoleo di Teodorico risulta essere un tripudio di perfezioni geometriche scolpite nel bianco più puro della pietra d'Istria del quale è composto. Degna di nota è la struttura designata a copertura del monumento, costituita da un colossale monolite in pietra d'Aurisina - quasi 11 metri di diametro ed un peso di oltre trecento tonnellate - trasportato a Ravenna via mare ed issato sull'edificio utilizzando la forza di dodici anse.
Attraverso una nicchia si può accedere alla cella inferiore del Mausoleo, nella quale si presume venissero officiate cerimonie funebri, mentre con l'ausilio di una scala si può raggiungere la cella superiore dove è collocata una vasca di eburneo porfido (orientata verso Est, ovvero verso la luce del Redentore), dove si ipotizza abbia trovato eterno riposo l'imperatore Teodorico, i cui resti vennero rimossi durante il successivo dominio a Ravenna da parte dell'Impero Bizantino.
Via Delle Industrie - Ravenna
Telefono: 0544 684020
Mausoleo di Galla Placidia
Fatto costruire intorno al 425-450 d.C. dalla stessa Galla Placidia, sorella dell'imperatore Onorio - responsabile del trasferimento nel 402 d.C. della capitale dell'Impero Romano d'Occidente da Milano a Ravenna -, il Mausoleo risiede accanto all'audace struttura a pianta centrale della Basilica di San Vitale.
Di tutti i monumenti ravennati, il Mausoleo di Galla Placidia è forse la maxima summa, per struttura architettonica e musiva, di quella che è la simbologia cristiana della Resurrezione, della superiorità incontrastata della vita sulla morte.
Il Mausoleo rispetta in maniera impeccabile quelli che sono i canoni architettonici romanici, austero e sobrio esternamente (con la sua pianta a croce latina) e ricchissimo al suo interno di opere musive di rara bellezza, che rendono questo piccolo tesoro Unesco uno dei monumenti più belli della città.
Una volta entrati nel Mausoleo è impossibile non perdersi all'interno dell'atmosfera notturna generata dalla splendida cupola, dove la croce, simbolo e principale fonte di vita eterna, campeggia al centro di centinaia di stelle dorate; il tutto sostenuto dalla flebile ed innaturale luce che filtra attraverso le finestre coperte da lastre traslucide di alabastro giallo. Molte sono state le "vittime" rapite da questo ensemble emozionale, tra le più illustri il celebre compositore statunitense Cole Porter che, suggestionato da tanta bellezza, compose la famosissima Night and Day.
Tra gli altri capolavori musivi custoditi all'interno, impossibile non citare la lunetta del Buon Pastore, raffigurante il giovane Cristo seduto al centro di un gregge di pecore, i simboli dei quattro evangelisti alle estremità della cupola centrale, i quattro cervi che decorano la parete del braccio orientale ed occidentale e le coppie di colombe che si abbeverano alle fonti della vita, divenute ormai simbolo, oltre che del Mausoleo di Galla Placidia, della stessa città di Ravenna.
Via San Vitale - Ravenna
prenotazioni/booking: 0544 541688 Telefax: 0544 541688
n.verde: 800303999
Domus dei Tappeti di Pietra
La Domus dei Tappeti di Pietra è uno straordinario sito archeologico, tra i più importanti siti italiani scoperti negli ultimi decenni. Tra il 1993 e il 1994 la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia Romagna, nel corso di lavori edilizi in Via D'Azeglio n. 47, ha riportato alla luce un complesso di strutture edilizie sovrapposte, databili dall'età romana repubblicana (III-II sec. a.C.) al periodo bizantino.
Chiesa di San Eufemia - Via Barbiani Tel. 0544 32512 Fax 0544 32512
Complesso di San Nicolò
La Domus del Triclinio è una mostra articolata, un percorso suggestivo che svela una Ravenna romana ricca di vita e sconosciuta al pubblico. Il nucleo principale dell'esposizione è costituito da una domus risalente al II-III secolo d.C rinvenuta nel cuore della città oltre vent'anni fa. L'esistenza nella domus di una sala da pranzo o sala tricliniare (da cui la denominazione della casa: "domus del triclinio"), offre la possibilità di scoprire le abitudini dei romani a tavola, attraverso la tipologia delle sale da banchetto, il modo di allestirlo e le suppellettili da tavola e da cucina. A questo scopo si è realizzato un ambiente in scala reale, al cui interno si colloca la ricostruzione di un triclinium. Il visitatore, esplorando il modo di abitare dei romani, viene guidato alle più significative testimonianze dell'evoluzione del mosaico romano a Ravenna: mosaici e opus sectile provenienti dal cosiddetto Palazzo di Teodorico, un mosaico policromo figurato detto "mosaico dei pugili" rinvenuto durante lo scavo di via D'Azeglio e i tappeti della domus del triclinio.
Via Rondinelli Nicolo' Ravenna
Telefono: 0544 213371Telefax: 0544 242634
E-mail:info@ravennantica.it
Zona archeologica di Classe
La zona archeologica corrisponde al bacino d'acqua che faceva parte del Porto di Classe, la più grande base navale romana dell'Adriatico e del Mediterraneo Orientale, con le sue duecentocinquanta navi e i suoi diecimila classiari.Oltre ad un bacino d'acqua, è possibile vedere i resti di edifici, una strada lastricata con trachiti.
Via Marabina - Località Classe - Ravenna
Telefono: 0544 67705
Palazzo di Teodorico (cosiddetto)
Con il nome di Palazzo di Teoderico si fa comunemente riferimento ai resti architettonici prospicienti l’attuale via di Roma, situati in prossimità della chiesa di Sant'Apollinare Nuovo.
L’area archeologica circostante, indicata nei monumenti medievali come luogo di estensione del palazzo. Le ricerche archeologiche portarono alla luce numerosi resti di strutture residenziali e diversi tratti pavimentali: è stato quindi accertato come in occasione del passaggio, nell’anno 402, della capitale dell’Impero Romano d’Occidente da Milano a Ravenna, la corte avesse commissionato la sistemazione di un complesso palaziale e di numerose fabbriche adibite alle varie esigenze.Doveva trattarsi di un quartiere ispirato alle tipologie funzionali della città di Costantinopoli, che comprendeva, oltre al Palatium, la sede dell’alloggio delle guardie, l’archivio, la zecca e il circo. Il compresso conobbe un’importante fase edilizia durante il dominio del re goto Teoderico (493-526) e, durante quest’epoca, è testimoniato che il palazzo sorgesse tra giardini, fosse cinto da portici e rivestito da preziosi marmi e mosaici; esso conservò funzioni pubbliche fino a quanto, nel 751, vi soggiornò il re longobardo Astolfo.
Circa un trentennio dopo il pontefice Adriano I concesse all’imperatore Carlo Magno il permesso di prelevare decorazioni pavimentali e parietali per adornare il suo palazzo di Acquisgrana. Successivamente l’edificio fu lasciato andare in completa rovina e pare che l’ultima fase edilizia del complesso risalga all’XI-XII secolo. La tradizione di identificare il rudere col palazzo di Teoderico pare sia nata nel XVII secolo, quando vi fu addossato il sarcofago di porfido, ora nel mausoleo di Teoderico, che si ritiene aver contenuto le spoglie del sovrano goto.
I numerosi mosaici esposti fanno parte sia del palazzo che delle strutture che cronologicamente lo hanno preceduto: si tratta di lacerti di mosaico e di tarsie marmoree pavimentali che vanno dal I al VII secolo e che costituiscono un eccezionale repertorio attraverso il quale si può seguire l’evoluzione del mosaico pavimentale antico.
Via di Roma, angolo via Alberoni.
Tel.0544 34424